Chirurgia Estetica: La bellezza che parte da te
Nel tiro con l’arco, la precisione del gesto tecnico è frutto di ripetizione, controllo motorio fine e grande stabilità posturale. A livello professionistico, gli arcieri arrivano a tirare centinaia di frecce al giorno, e ogni gesto, per quanto fluido e ben coordinato, è una sollecitazione meccanica significativa su strutture ben precise, in particolare spalla, gomito e colonna dorsale.
Nonostante l’apparente “tranquillità” della disciplina, questa attività espone l’atleta a numerosi rischi da sovraccarico funzionale, spesso sottovalutati. Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Giorgia Micheletti Specialista in Medicina dello Sport e Medico Federale FITARCO per approfondire i punti chiave della prevenzione e del trattamento degli infortuni nel tiro con l’arco, con uno sguardo anche agli approcci di fisioterapia per arcieri.
Biomeccanica e controllo motorio: perché sono fondamentali
Il gesto tecnico dell’arciere è ripetitivo, ma richiede estrema precisione neuromuscolare. Il controllo del movimento fine e la stabilità scapolare sono essenziali: un ritardo nell’attivazione del trapezio inferiore o del dentato anteriore, ad esempio, può compromettere l’allineamento della scapola, aumentando il rischio di sindrome da impingement o tendiniti.
Ogni atleta sviluppa nel tempo adattamenti funzionali alla propria tecnica, ma non tutti questi sono “virtuosi”: una asimmetria posturale non corretta o trascurata può, nel tempo, portare a uno squilibrio dannoso tra le due catene cinetiche del corpo.
Nonostante l’apparente “tranquillità” della disciplina, questa attività espone l’atleta a numerosi rischi da sovraccarico funzionale, spesso sottovalutati. Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Giorgia Micheletti Specialista in Medicina dello Sport e Medico Federale FITARCO per approfondire i punti chiave della prevenzione e del trattamento degli infortuni nel tiro con l’arco, con uno sguardo anche agli approcci di fisioterapia per arcieri.
Tiro con l’arco e infortuni: come prevenire il dolore a spalla, gomito e schiena
Non esistono protocolli preventivi standard validi per tutti. Serve un’analisi individuale, che parta da una valutazione clinica funzionale, posturale e biomeccanica dell’atleta.
Questo include:
- Test di mobilità articolare e flessibilità muscolare, in particolare a livello scapolo-omerale.
- Analisi della forza e del timing neuromuscolare dei muscoli stabilizzatori della spalla e del tronco.
- Osservazione del gesto tecnico, eventualmente integrata da videoanalisi ad alta velocità.
- Valutazione del carico di allenamento, per evitare picchi improvvisi o sovraccarichi cronici.